Salumi e salumieri non c’entrano, ma la suina si!
Televisione, radio, palestra, piscina, ufficio, è tutto un eco di influenza suina. Dovunque è argomento principe e noi non potevamo non darvi i nostri piccoli consigli su come prevenirla ed eventualmente su cosa fare nel caso vi trovaste ad affrontarla.
La nuova influenza A/H1N1 è una infezione virale acuta dell’apparato respiratorio con sintomi fondamentalmente simili a quelli della classica influenza con la quale condivide la possibile presenza di complicazioni, infatti l’esordio può essere lieve e poi portare a peggioramento di patologie croniche pre-esistenti.
I primi casi di questa nuova influenza umana sono stati legati a contatti ravvicinati tra uomo e maiali (il virus infatti è di derivazione suina) riscontrati occasionalmente già da tempo, adesso lo stesso virus si è modificato ed adattato tanto da poter essere trasmesso da persona a persona.
Il virus dell’influenza si trasmette e si diffonde tramite le goccioline emesse dall’apparato respiratorio, attraverso uno starnuto, un colpo di tosse o semplicemente parlando; non viene assolutamente trasmessa attraverso il cibo, quindi attraverso prodotti a base di carne suina.
La trasmissione virale della malattia avviene entro i primi giorni dall’insorgenza dei sintomi (febbre a rapido esordio e superiore ai 38°, tosse, dolori muscolari, mal di testa, marcata stanchezza, sonnolenza, perdita dell’appetito, alcune persone, soprattutto i lattanti potrebbero anche manifestare nausea, vomito e diarrea, associate a possibili raffreddori e mal di gola) ed è massima nei primi 2 – 3 giorni dalla loro manifestazione quando i sintomi sono ben accentuati. Finora la sintomatologia più frequente è: febbre, tosse e mal di gola. Le condizioni cliniche solitamente migliorano in 3 – 5 giorni.
Cosa deve fare una persona affetta da influenza suina?
- rimanere a casa evitando di spostarsi dal domicilio
- limitare possibilmente la propria presenza ad una sola stanza o comunque ad un ambiente molto limitato
- Possibilmente identificare un solo familiare con cui avere contatti, evitando quelli non strettamente necessari soprattutto con bambini e donne in stato di gravidanza
- coprire bocca e naso con un fazzoletto di carta in caso di tosse e starnuti, eliminando gli stessi fazzoletti subito dopo
Cosa devono fare invece i familiari o conviventi?
- arieggiare gli ambienti almeno 2 volte al giorno
- cambiare le lenzuola ogni 2-3 giorni e gli asciugamani ogni giorno
- lavarsi accuratamente le mani con acqua calda e sapone dopo ogni contatto con la persona ammalata ma anche con i suoi effetti personali. Si raccomanda di eseguire un lavaggio delle mani ben accurato contando fino a 20 mentre le si strofina energicamente
- evitare il contatto diretto con le diverse secrezioni
- evitare di toccarsi con le mani occhi, naso e bocca
- indossare guanti monouso per la pulizia dei materiali contaminati
- non utilizzare direttamente salviette, asciugamani, lenzuola, o altro utilizzato dalla persona influenzata (possono essere naturalmente riutilizzati dopo un normale lavaggio a 70°, con gli usuali prodotti detergenti e disinfettanti. Per l’igiene delle superfici e degli oggetti utilizzare le solite procedure domestiche.
La suina, se la conosci non ti uccide (di norma) e non fa neanche tanto male (quasi sempre).








Questo decalogo di semplici adempimenti, utili a neutralizzare o a limitare il rischio di contagio o le sue conseguenze, spinge a chiedersi se l’allarmismo, ai limiti del terrorismo psicologico, creato dai mass-media abbia fondamento o non sia dettato dal perseguimento di interessi di altra natura. Mah…..
Questa è una bella domanda da porsi alla quale però, è difficile rispondersi.
Anche nel 1976, ovviamente con eco mediatico differente, visti i tempi, vi fu un allarme suina, che però, allora, non sortì nessuno degli effetti catastrofici previsti.
C’è chi parla di complotto, chi di una manovra per ridurre l’eccessivo numero degli abitanti della terra, spingendo a farsi un vaccino che alla lunga sembra essere più dannoso che salutare.
Comunque sia è difficile capire i fondamenti di questo allarmismo generalizzato, non ci resta che attendere e con occhio vigile curarsi di noi stessi con maggior attenzione almeno in questo periodo.