Il raffreddore è una delle malattie maggiormente diffuse non solo a livello nazionale ma addirittura a livello mondiale. È di origine virale (sono oltre 200 i virus responsabili di questa sindrome, il più frequente è il rinovirus) e provoca l’infiammazione nella mucosa nasale e faringea, quindi della gola; è molto contagioso e può essere trasmetto facilmente da una persona all’altra, il picco maggiore si verifica nei primi 2 – 3 giorni per poi ridursi notevolmente con il passare dei giorni e l’attenuarsi della sintomatologia.
Il contagio avviene per via diretta, dalla persona ammalata a quella sana, attraverso le goccioline di saliva emesse involontariamente tramite starnuti, colpi di tosse o molto semplicemente anche parlando.
I virus responsabili dell’influenza vivono nell’ambiente esterno per circa tre ore, per tanto il contagio può avvenire anche per via indiretta, ad esempio toccando oggetti contaminati e poi portandosi le mani al volto senza provvedere ad un loro accurato lavaggio.
Se invece siamo noi ad essere ammalati è buona norma quella di coprirsi la bocca ed il naso anche con le mani in caso di starnuti o colpi di tosse, per non infettare gli altri o comunque per limitarne il contagio.
Il rischio di contagio aumenta significativamente nelle persone con difese immunitarie abbassate e quindi non in grado di proteggersi dalle infezioni. Le stesse difese immunitarie possono essere abbassate anche semplicemente in un periodo di forte stress o dopo una malattia che debilita l’organismo.
I sintomi del raffreddore sono:
naso chiuso e gocciolante, congestione nasale, gola irritata, raucedine, tosse, mal di testa, a volte febbre ma anche dolori muscolari e infiammazione dei linfonodi del collo.
Il clima freddo, il vento e le correnti d’aria, caratteristiche del periodo invernale (ma anche l’aria condizionata nel periodo estivo) sono i fattori di rischio più comuni nella sindrome da raffreddamento; la maggiore suscettibilità al raffreddore nel periodo invernale è dovuta al momentaneo abbassamento delle difese immunitarie di naso e gola che si verifica in seguito all’esposizione di correnti fredde o ad aria troppo secca.
La completa guarigione si ha dopo 5 – 10 giorni, ma a volte può necessitare anche di tempi più lunghi, se però i sintomi dopo due settimane non sono nemmeno diminuiti sarà opportuno fare degli accertamenti per assicurarsi che non vi siano altre problematiche tipo allergie o sinusiti.
Per il raffreddore non esiste un vaccino
in quanto la molteplicità degli agenti virali coinvolti è tale per cui non è stato mai possibile svilupparlo e nemmeno esistono cure specifiche per curarlo ma esistono solo farmaci per ridurre e controllare i sintomi.
Inalazioni e aerosol per liberare le vie aeree, caramelle balsamiche per dare sollievo alla gola e una frequente pulizia del naso possono eliminare almeno in parte il muco prodotto, scongiurando il rischio di infezioni batteriche (ad esempio a carico dell’orecchio o dei bronchi) e accelerando quindi la guarigione. È inoltre consigliata una abbondante idratazione, bevendo molto le secrezioni diventano più fluide e quindi più facilmente eliminabili.
L’assunzione di vitamina C risulta essere utile in quanto favorisce un buon equilibrio vitaminico che è fondamentale per rafforzare le difese immunitarie.
I rimedi della nonna?
Brodo di pollo, latte e miele, timo, eucalipto, menta piperita e … chi più ne ha più ne metta, si accettano consigli.







