La sindrome del Tunnel Carpale, che inizia con quel leggero formicolio alla mano e che, con il passare del tempo diventa sempre più insistente e presente, soprattutto durante la notte o alla mattina quando ci si sveglia dopo il riposo notturno.
La causa di questa sindrome è l’infiammazione dei tendini del polso, con conseguente compressione del nervo mediano della mano che normalmente attraversa il tunnel carpale ma in determinate situazioni (ipertrofia delle guaine tendinee, ispessimento del legamento trasverso anteriore del carpo o comunque in qualsiasi situazione che provochi un aumento di volume all’interno del tunnel) va in contro a compressione, la cui progressione se non trattata, peggiora la sintomatologia.
Ne sono colpite prevalentemente le donne (per le alterazioni ormonali tipiche della menopausa) ma anche gli uomini, soprattutto se eseguono lavori manuali, ad esempio chi fa lavori di sartoria, elettricisti o per chi passa molte ore ad utilizzare il mouse e a scrivere tramite battitura della tastiera, ecc. sembrano infatti avere un ruolo importante i movimenti continui e ripetuti effettuati con le mani e con le dita.
Inizialmente la manifestazione è molto leggera e può durare anche degli anni, tale fase è detta anche “irritativa” ed è caratterizzata da una sintomatologia non pesante e che si presenta solo saltuariamente, soprattutto durante la notte o al risveglio mattutino; in modo particolare può manifestarsi un formicolio ed un senso di intorpidimento alle prime tre dita della mano e alla metà del quarto dito (dividendo il dito anulare da una linea verticale, la parte interessata sarà la parte vicina al dito medio), che diventerà progressivamente continuo fino ad arrivare a disturbare il riposo notturno.
In seguito si nota una fase detta “paralitica”, caratterizzata da disturbi a livello della sensibilità tattile e della forza prensile, necessaria nel prendere gli oggetti, vi sarà anche la presenza di dolore che inizia dalle dita e si irradia fino alla spalla, ciò per una compressione del nervo che è aumentata progressivamente con il passare del tempo.
La diagnosi viene eseguita sulla base dei sintomi presenti e attraverso alcuni test, ad esempio il “test di Phalen” che consiste nel mantenere le mani l’una contro l’altra, palmo a palmo, in forte pressione, a gomiti flessi provocando una curvatura forzata del polso per circa 30 secondi, il risveglio e l’accentuarsi della sintomatologia sono indice di positività. È consigliabile anche un Elettromiografia che ha lo scopo di studiare la conduzione del nervo interessato, un Ecografia per valutare la morfologia di strutture come tendini e muscoli.
La terapia può essere medica o fisica, ad esempio tramite ultrasuoni e ionoforesi, se però non sono sufficienti perché la situazione è in fase troppo avanzata si deve ricorrere alla terapia chirurgica, che andrà ad interrompere la compressine sul nervo interessato per dare un immediato sollievo alla sintomatologia dolorosa; in seguito a questo tipo di intervento si può riprendere una normale attività dopo circa una settimana.
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