Facebook si adegua ai tempi introducendo nuove features. Tra queste, il riconoscimento facciale delle foto, facilitando una pratica quotidiana come quella del caricamento di fotografie sul proprio profilo. Basti pensare che attualmente vengono caricate circa 100 milioni di immagini al giorno. Se a ciò si aggiunge che gli utenti impegnati in quest’azione sono ben il 99%… il successo è garantito.
Ecco allora arrivare il servizio che dovrebbe appunto semplificare la vita di chi tagga. Come ha spiegato Sam Odio, photo product manager del sito: ‘Grazie a questa nuova caratteristica taggare diventa un’attività più rapida perché non c’è più bisogno di selezionare un viso. Questo è infatti già selezionato per l’utente, proprio come quei rettangoli che si vedono intorno al volto di un amico quando viene immortalato con una fotocamera digitale‘.
Secondo quanto rivelato, almeno in una prima fase non si tratterà di una vera e propria tecnologia di rinoscimento facciale, ma di un meccanismo in grado di riconoscere la presenza di volti e di predisporne la selezione automatica.
Ma alcuni interrogativi sotto il profilo della privacy si fanno avanti, soprattutto uno: cosa accadrà se il sistema dovesse compiere un errore nell’individuare un volto, magari segnalando il nome di un altro utente? Al momento, nessuna risposta arriva dai piani alti.
Parlavamo però di varie novità per il social network. Oltre al riconoscimento facciale, il team è infatti a lavoro un sistema di suggerimento automatico delle pagine – di personalità come Barack Obama o Lady Gaga, così come di telefilm o organizzazioni – che verrà offerto in particolar modo ai nuovi iscritti in base alle loro caratteristiche demografiche.








Mi sembra orma che si stia andando oltre il limite dell’esagerazione, non sarebbe il caso di fermarsi e tutelare un pò di più chi vuole starsene “privatamente” tranquillo ?
La parola “privatamente” è totalmente incompatibile con la parola Facebook.
Privatamente era volutamente virgolettato per significare che per il solo fatto di iscriversi a facebook non significa necessariamente accettare ogni qualsivoglia invasione eccessiva della privacy. Magari la cosa si risolverebbe con una autorizzazione specifica.