Quante ore della nostra vita passiamo a cercare un parcheggio? Troppe, soprattutto per chi vive in una grande città e, oltre al traffico, deve lanciarsi quotidianamente in una estenuante caccia al tesoro.
Gli ingegneri di Google, però, sembra abbiano un cuore grande. Così grande da arrivare a sviluppare un servizio basandosi sulle possibilità offerte dalla geolocalizzazione e dagli smartphone di ultima generazione dotati di Gps. Ecco allora nascere Open Spot, una applicazione per Android 2.0 che permette di sapere sempre dove trovare un parcheggio libero. Insomma, un modo per risparmiare tempo, ma anche benzina e ridurre dunque l’inquinamento.
Come funzione Open Spot? Nel mondo più semplice: quando un automobilista lascia libero un posto macchina, può segnalare il tutto tramite l’applicazione. L’azione è possibile inserendo le coordinate di latitudine e longitudine del parcheggio. A questo punto, l’informazione viene visualizzata dagli altri utenti presenti nel raggio di 1,5km attraverso un puntino tondo su una delle classiche Google Maps.
I punti liberi restano segnalati per 20 minuti, un tempo ritenuto giusto dagli ideatori del servizio. Per far comunque funzionare bene il tutto, sia chiaro, è necessario che ognuno faccia la propria parte e che ci sia un bel po’ di volontà a segnalare ogni qualvolta si lascia un posto libero. Il meccanismo verte anche su un gioco di colori: i posti lasciati liberi da poco appaiono contrassegnati da pallini rossi; i pallini color arancio o giallo, invece, identificano parcheggi liberi da più di 5 o 10 minuti. Infine, nessun problema per la privacy: i dati raccolti avranno forma anonima.
Open Spot per il momento funziona solo in Usa, Canada e Olanda, ma Google fa sapere che presto aggiungeranno altre nazioni. L’Italia, caso mai, come potrebbe mai rispondere all’innovazione? Mistero…







