Fondato nel ‘ 27 da Aldo Balma, il gruppo oggi fabbrica anche cucitrici e punti metallici: «Lavoriamo ancora tutto a mano»
Voghera, l’azienda che produce la colla al profumo di mandorla punta a conquistare l’Europa dell’ Est. Cotta a bagnomaria e senza solventi, per i bambini non ci sono pericoli
In Francia esisteva già una colla in barattolo di vetro, ma la confezione in alluminio con il portapennello centrale è una invenzione tutta italiana, un nome di fantasia che percorre l’infanzia di molti di noi: Coccoina.
Era il 1927 quando nacque a Voghera, nella Balma Capoduri & c., la «colla bianca solida da ufficio» al profumo di mandorla. L’ inventore fu Aldo Balma, che con i soldi di Andrea Capoduri mise piedi l’ azienda tre anni prima.
Oggi quella colla e’ citata anche sul dizionario giapponese.
La fabbrica della Coccoina è uno degli esempi d’ impresa lombarda familiare e di successo ma a rischio di estinzione. La sopravvivenza è difficile in un clima di incertezza economica e politica ma la fabbrica di Voghera, pochi lo sanno, non si limita a sfornare tonnellate di colla: produce anche le cucitrici Zenith (3.500 al giorno), i punti metallici (60 milioni al giorno) e i levapunti a pinza, inventati da Giorgio Balma. La Balma, Capoduri & C. oggi è una ditta in salute e di vecchio stampo.
In passato vi erano 15 falegnami per costruire le casse in cui si trasportavano i prodotti. Oggi si continua a lavorare tutto a mano: montando i pezzi delle cucitrici, mettendoli nelle scatole, scaldando la colla fatta di fecola di patate e acqua, controllando i punti metallici quasi uno per uno. Si fabbricano a Voghera i perni, i pennelli, persino le macchine per produrre. Si riparano a mano, gratuitamente, le cucitrici del cliente. La caratteristica è la qualità, il controllo dell’ intero ciclo produttivo. Si vendono Zenith e Coccoina negli Stati Uniti, in Giappone, in Francia, in Danimarca, in Olanda, però i dipendenti dell’ azienda di Voghera sono scesi a meno di 200: erano 445 nel ‘ 74 e il dubbio della modernità è che si possa continuare con la lavorazione manuale.
Il marchio Coccoina è fortissimo, prodotta anche in stick con doppio marchio Coccoina-Lakol, la si trova nelle vetrine di Boston ed ultimamente anche in quelle in Russia.
Il sereto delle Coccoina? Cotta a bagnomaria e senza solventi, per i bambini non ci sono pericoli, si può anche mangiare. E’ sempre stata questa la particolarità della colla al profumo di mandorla della Balma, Capoduri & C. inventata 76 anni fa, una miscela senza solventi, a base di destrina di fecola di patate (un derivato dell’ amido delle patate) e acqua. La pasta che si ottiene mescolando questi ingredienti viene cotta a bagnomaria in grandi caldaie, quindi si aggiungono glicerina e profumo di mandorla. La colla viene «inscatolata» ancora liquida e poi deve decantare per un periodo che oscilla fra il mese e il mese e mezzo prima che sia pronta. Una volta aperta, poi, va consumata entro sei mesi.
Senza pericolo per i bambini che desiderano assaggiarla.








Che bella sorpresa! Pensavo che fosse un prodotto straniero, questa colla che fin da bambino ha accompagnato le mie attività: a scuola la usavo per attacare sulle pagine del quaderno le immagini ad illustrazione delle ricerche sui più vari argomenti, oppure per fare un collage che volentieri prendeva il posto di qualche disegno, visto che con matite e colori non son mai riuscito a fare niente di meglio di qualche scarabocchio (viva l’arte astratta!!!) Ma soprattutto era lo strumento indispensabile per attaccare all’allbum le FIGURINE dei calciatori Panini!!!! Quanti ricordi di scambi con i compagni di scuola e gli amici e quante trattative, condotte con rara abilità negoziale da entrambe le parti, per ottenere quelle mancanti. Poi, da grande, la versione raffinata: non più il vasetto con il pennellino ma lo stick nel cassetto della scrivania, usato soprattutto per attaccare le marche da bollo. Ormai però (e questo è un evidente segno del tempo che passa) le figurine Panini e le marche da bollo sono diventate ….. autoadesive, ma la Coccoina resta nel cassetto della scrivania come un caro ricordo da cui non ci si può separare.
Caro Pietro, hai colto il senso e la magia di questo prodotto; il tuo commento vale quanto il post ed esprime al meglio le sensazioni che certi oggetti portano nella nostra vita.