La storia del biglietto da visita

La storia del biglietto da visita

giovedì 8 ottobre, 2009 |  by Nicola Ferro  |  Curiosare

La nascita del biglietto da visita si dice risalga ai Cinesi: secondo l’antico cerimoniale, quando una persona doveva presentarsi a un Mandarino doveva farsi annunciare e precedere da un messo che portava una striscia di carta con scritto il nome del visitatore. Si narra che anche Pericle, inviasse alla bella Aspasia un dono accompagnato da fiori e da un biglietto, quest’ultimo sotto forma di tessera di rame.

Comunque, fin dai tempi antichi tutti gli oggetti inviati a mezzo di un corriere erano accompagnati da una lettera o un biglietto con il nome del mittente. Le prime notizie certe risalgono all’Olanda del 1716, quando fu pubblicato un sonetto in cui l’autore parlava del biglietto da visita e ne descriveva l’uso. Infatti, già nel 1715, il biglietto da visita venne introdotto nella elegante società francese.

Originariamente erano dei cartoncini manoscritti, verso il 1750 cominciarono a diffondersi modelli stampati, i primi esemplari col solo nome della persona, i successivi con anche motivi decorativi e stemmi. 

Troviamo il biglietto da visita anche nella commedia “Il Cavalier Giocondo” di Goldoni, rappresentata per la prima volta a Venezia nel 1755. Il protagonista, uomo assai mondano, sta scrivendo il suo nome su tanti pezzetti di carta e quando il maestro di casa gli chiede cosa stia facendo, lui risponde: “In visite una volta spendevo tutto il giorno, ora con i biglietti supplisco ad ogni impegno. Ah, i francesi! I francesi hanno il gran bell’ingegno”.

Con il passar del tempo, il biglietto da visita è divenuto un piccolo tesoro di carta da collezionare mentre, nell’uso quotidiano non avere un proprio biglietto da visita da porgere, molte volte ci mette in imbarazzo di fronte a chi ci lascia il proprio.

Il biglietto da visita è ormai parte di molti di noi e ne rispecchia spesso la personalità.

E il vostro?

Articoli che ti potrebbero interessare


3 Comments


  1. Gran bella storia, mi ero sempre chiesto chi avesse introdotto per primo questa cosa.

  2. Potremmo aggiornare la storia, dicendo che oggi i giapponesi sono i maggiori cultori del biglietto da visita.
    Ovvero, è un accessorio indispensabile credo per quasi tutti, ma in Giappone è quasi un passaggio psicologico il porgere e il ricevere il biglietto da visita!
    Sarebbe interessante anche aver lo spazio per raccontare l’evoluzione del biglietto da visita, del messaggio che può dare, del veicolo pubblicitario in cui può tramutarsi…
    Io, che vivo di biglietti da visita vi invito a guardare la mia collezione su flickr (http://www.flickr.com/photos/biglietti_da_visita/). E poi, se posso… avrei un simpatico racconto di un biglietto da visita vivo!

Leave a Reply

Comment moderation is enabled, no need to resubmit any comments posted.